TORINO – “DAL GARDA ALLE DOLOMITI, INCANTI FOTOGRAFICI” – e’ il titolo della mostra, visitabile fino al 20 maggio al Museomontagna di Torino al Monte dei Cappuccini. Organizzata dal MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA – CAI-TORINO, dalla CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO AGRICOLTURA TRENTO e dalla REGIONE PIEMONTE, con la collaborazione di CITTÀ DI TORINO e CAI - inserita tra gli avvenimenti dei festeggiamenti di CAI 150 che cadranno nel 2013 – è una selezione di fotografie eterogenee per supporto, formato, datazione e committenza. Si spazia su tutto il Trentino Alto Adige fino ai territori montani confinanti dell’Adamello e dell’Ortles in Lombardia, del Cadore, dell’Ampezzano e di Livinallongo in Veneto. Le prime immagini risalgono agli anni Sessanta dell’Ottocento, per arrivare fino alla metà del secolo scorso. Compaiono tutti i principali fotografi e studi internazionali, con rilevante spazio dedicato ai grandi nomi locali e ai tanti sconosciuti fotoamatori, anch’essi ampiamente presenti. I pezzi sono allineati per creare un percorso ideale dal Lago di Garda a tutte le Dolomiti, un viaggio magico di scoperta (o riscoperta) di una delle regioni più affascinanti delle Alpi. La rassegna si può suddividere in quattro nuclei fondamentali: 1. Il Viaggio Alpino con fotografie dei maggiori fotografi del periodo, ripartite in settori geografici: dal Lago di Garda al Lago di Toblino; Brenta, Adamello, Presanella e le Valli; dall’Ortles alle Dolomiti; Dolomiti Altoatesine; Dolomiti Venete; Val di Fiemme e Val di Fassa; Primiero e Valsugana. In questo gruppo da una parte figurano i nomi più importanti del tempo: Photoglob, Stengel & Markert, Römmler & Jonas, Würthle & Spinnhirn, Otto Schmidt, Alois Beer, Underwood & Underwood... Dall’altra parte è presente una folta rappresentanza di fotografi locali: Giovanni Battista Unterveger, Franz Dantone, Emil Lotze, Josef Gugler, Franz Moser, Bernard Johannes, Francesco March, Augusto Baroni. Sono presenti inoltre fototipi di Giuseppe Garbari e Giuseppe D’Anna, oltre a opere dei fotografi dilettanti della SAT (Società degli Alpinisti Tridentini). 2. Album e raccolte di viaggio. è un ampio panorama di album di viaggio e di raccolte che coprono un arco temporale di circa cent’anni (dagli anni ‘70 dell’Ottocento agli anni ‘30 del Novecento). Gli album sono di tre tipologie: editoriali (realizzati dalle grandi case fotografiche), di professionisti (esemplari unici di un attento lavoro), oppure di viaggiatori (con incollati i ricordi della vacanza alpina). Alcune fotografie presenti negli album o nelle raccolte, ad opera di turisti ma non solo, probabilmente, sono le uniche immagini storiche di certi luoghi. 3. Guerra e fascismo. raccoglie importanti testimonianze della guerra in montagna. Sono presenti un panorama fotografico della Valle Lagarina da Monte Cornale del Battaglione Specialisti del Genio; a fianco un album di grande formato sulla guerra. 4. Lavoro. è una sezione incentrata maggiormente sulla prima metà del Novecento. In questo lasso di tempo avvengono importanti trasformazioni. Il XX secolo vede un fiorire di cantieri per la costruzione e l’ampliamento di strade, la costruzione di ponti, funicolari e ferrovie anche a supporto della forte vocazione turistica del territorio. Inoltre il progresso della tecnica permette all’uomo di interagire in maniera forte con la montagna e la sua risorsa principale: l’acqua, con foto di condotte, centrali idroelettriche e linee elettriche.
mercoledì 22 febbraio 2012
venerdì 9 dicembre 2011
LE OPERE DI TINO AIME AL MUSEOMONTAGNA DI TORINO
TORINO – “I segni del silenzio” e’ la mostra che il Museomontagna di Torino al Monte dei Cappuccini dedica, fino al 5 febbraio, all’artista Tino Aime in occasione dei suoi primi ottant’anni. Un’antologica che si snoda attraverso dipinti, sculture e fogli di grafica capaci di raccontare la storia di un uomo e artista legato al territorio, alla natura e al tessuto sociale dei nostri anni.
Nato a Cuneo nel 1931, figlio di pastori di Roaschia, frequenta la Libera Accademia di Torino sotto la guida di Idro Colombi e, dopo Torino, si trasferisce a vivere a Gravere, in Valle di Susa. La sua carriera artistica inizia con la scultura e prosegue con la pittura e con la grafica, praticata a livello internazionale. Nel 1963 espone per la prima volta i suoi lavori. Seguono riconoscimenti in Italia, Francia, Romania e Stati Uniti. Dal 1983 le sue opere sono presenti nel prestigioso catalogo Prandi di Reggio Emilia e nel 1992 la Regione Piemonte gli dedica una personale. In seguito progetta il francobollo commemorativo di Galileo Ferraris emesso il 7 febbraio 1997 e nello stesso anno realizza il dipinto per il Palio di Susa e il bozzetto del biglietto dalla Lotteria Italia Susa-Moncenisio, oltre al monumento per il centenario della corsa automobilistica Susa-Moncenisio. Nel 2008 realizza il monumento per i 100 anni della nascita di Cesare Pavese e nel 2011 gli viene conferito, a Santo Stefano Belbo, il premio Una vita per l’arte dal Centro Pavesiano – Museo Casa Natale.
Durante il suo lungo percorso artistico, Lorenzo Mondo, Davide Lajolo, Nuto Revelli, Mario Rigoni Stern, Laura Mancinelli, Nico Orengo, Ernesto Caballo, Renzo Guasco, Marco Franceschetti ed Edoardo Ballone, gli hanno dedicato pagine letterarie di valore, che accompagnano le sue cartelle di incisioni.L’esposizione del Monte dei Cappuccini propone un percorso antologico attraverso le diverse forme espressive affrontate da Aime.
Lo stesso percorso si trova anche nelle pagine del catalogo, Cahier Museomontagna n. 175, 72 pagg., Euro 8,00, dove, precedute da un testo di Angelo Mistrangelo, sono riprodotte tutte le opere esposte.
mercoledì 23 novembre 2011
DAL VESUVIO ALLE ALPI
TORINO – “Dal Vesuvio alle Alpi - Giorgio Sommer Fotografie d’Italia, Svizzera e Tirolo” e’ il titolo della mostra del Museo Nazionale della Montagna di Torino al Monte dei Cappuccini, visitabile dal 25 novembre all’11 marzo 2011. La mostra, allestita con collezioni originali appartenenti al Museomontagna, propone stampe fotografiche realizzate tra gli anni 1860-1899 in Italia (Napoli e dintorni soprattutto, ma anche Torino e i laghi di Garda e Maggiore) e in Svizzera (le strade ferrate e la nuova conformazione del paesaggio) e 3 album di diverso formato contenenti vedute urbane di Napoli e paesaggi della Svizzera, con una significativa serie relativa alla Ferrovia del Gottardo, realizzata dopo la conclusione dei lavori di costruzione. Il percorso espositivo segue l’andamento cronologico e geografico del lavoro di Giorgio Sommer, nato a Francoforte nel 1834 e giunto in Italia nel 1857, prima a Roma, e poi a Napoli, dove aprì il suo primo studio fotografico, a cui seguì, nel 1890 circa, una succursale nella città di Palermo. Ai primi anni di attività risale anche la collaborazione con Edmond Behles il cui nome compare sui supporti secondari di alcune delle stampe in mostra. Giustamente famosa, e qui riproposta in parte, è la sequenza relativa all’eruzione del 1872, «sistematicamente ripresa a intervalli di mezz’ora, adottando una forma narrativa che suggerisce la durata piuttosto che sottolineare l’istantaneità della posa», come scrive il curatore Pierangelo Cavanna nel catalogo dell’esposizione.
Il paesaggio e la campagna fotografica realizzata in Svizzera è al centro della seconda parte della mostra e soggetto dell’album a fisarmonica Souvenir de la Suisse, esposto in vetrina. Forse l’incarico da parte della società La Ferrovia Funicolare del Vesuvio per la realizzazione di una documentazione del nuovo impianto, a cui fece seguito una campagna autonoma realizzata nel 1886 dopo la sostituzione delle prime vetture, potrebbe aver costituito un punto nodale per lo sviluppo di alcuni progetti successivi, in particolare quelli legati alla documentazione di alcune strade ferrate, quali la ferrovia del Gottardo e le due brevi linee che dai dintorni di Lucerna portavano al Monte Rigi e al Monte Pilatus. Agli anni Ottanta-Novanta dell’Ottocento, risalgono le fotografie svizzere che, rispetto alla produzione precedente, presentano una novità più di soggetti che di modi: qui l’attenzione era rivolta al paesaggio trasformato dalla modernità. Attraverso un ideale percorso lungo le mete privilegiate dai viaggiatori del Grand Tour dell’Ottocento, dal Vesuvio alle Alpi, l’esposizione, ripropone il lavoro di quello che fu uno dei più noti fotografi dell’Ottocento. La mostra – già allestita in primavera a Napoli a cura del Museomontagna, inserita tra le iniziative di avvicinamento ai festeggiamenti del 150° anniversario di fondazione del Club Alpino Italiano, che si svolgeranno nel 2013 – è corredata da un catalogo di 132 pagine, Euro 18,00, edito nella collana dei Cahier del Museo, a cura di Pierangelo Cavanna e Veronica Lisino, con la riproduzione di oltre 130 immagini della collezione del Museo Nazionale della Montagna di Torino.
mercoledì 16 novembre 2011
"LEGGERE LE MONTAGNE" AL MUSEOMONTAGNA
TORINO - ''Leggere le montagne'' e' l'appuntamento del martedi' al Museo Nazionale della Montagna al Monte dei Cappuccini a Torino presso la Sala degli Stemmi.
Realizzata dal Museomontagna e dalla Biblioteca del Cai in collaborazione con Citta' di Torino e CAI, l'iniziativa presenta una serie di appuntamenti con importanti autori della letteratura alpina.
Martedi' 22 novembre, ore 18: ''Cantieri d'alta quota. Breve storia della costruzione dei rifugi sulle Alpi di Luca Gibello (Lineadaria editore, 2011) Intervengono con l'autore, Roberto Dini, Enrico Camanni. Primo tentativo organico di restituire le vicende che hanno portato alla costruzione dei rifugi, dal 1750 a oggi, analizza le motivazioni della committenza, le tecniche e i materiali edilizi, le figure dei progettisti, i valori simbolici e politici.
Martedi' 29 novembre, ore 18 ''IL RAGAZZO CHE ERA IN LUI'' di Enrico Camanni (Vivalda editori, 2011; collana ''I licheni'') Leonardo Bizzaro dialoga con l'autore, con letture di brani scelti. Nel terzo giallo in alta quota Nanni Settembrini, guida e soccorritore del Monte Bianco, accompagna una famiglia sulla cima della Civetta. Insaziabile passione alpinistica, utopie del Sessantotto e rivendicazioni dei precari di oggi in un avvincente romanzo sull'impossibilita' di fermare la gioventu' e sulla necessita' di cercarla ogni giorno per restare vivi.
Martedi' 6 dicembre, ore 18: ''AURORA AUSTRALIS'' di Ernest Henry Shackleton (Leading edizioni, 2011, collana ''Il genio vagante'')Interviene Ada Grilli; proiezione di spezzoni di South. Ernest Shackleton's Glorious Epic of the Antartic di Frank Hurley, 1919 Nel centenario del raggiungimento del Polo sud, la raccolta di testi dei protagonisti, scienziati ed esploratori, e' una testimonianza del periodo eroico delle spedizioni polari. La prima traduzione italiana dell'opera scritta, stampata e rilegata nei quartieri invernali della spedizione britannica Nimrod a Capo Royds (1908-1909), e' proposta insieme alla ristampa anastatica dell'edizione originale.
Martedi' 13 dicembre, ore 18: ''OLIMPICO SORRISO'' di Evelina Christillin (Vivalda editori, 2011, collana ''Sempre piu' in alto'') Valter Giuliano dialoga con l'autrice. Protagonista della vita sociale e culturale torinese, fiera delle proprie origini walser, la vicepresidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 racconta il suo speciale rapporto con la montagna, dal Monte Rosa a Sestriere.
domenica 13 novembre 2011
DIARI DELLE MONTAGNE - Testimonianza d'alpinismo
TORINO - Martedi' 15 novembre alle ore 18 presso la Sala degli Stemmi al Museo Nazionale della Montagna al Monte dei Cappuccini a Torino verra' presentato il libro "Diari delle Montagne - Testimonianza d'alpinismo". Il volume è dedicato ai libri di rifugio o di albergo e ai libretti di guida alpina, diari che hanno raccolto resoconto di grandi alpinisti, di semplici escursionisti e gitanti: testimonianze di una salita o di un soggiorno, scritte in modo informale e immediato. Una storia che si può scoprire con un lungo viaggio, iniziato a metà dell’Ottocento, attraverso le pagine del libro. Continua quindi con questo quarto volume la collaborazione dell’editore Priuli & Verlucca con il Museo Nazionale della Montagna e la Regione Piemonte. Il progetto di presentazione delle raccolte di documentazione del Museo, attraverso una selezione dei pezzi più significativi, si arricchisce di un nuovo importante volume, il quarto della collana.
Dopo Film delle montagne (2008), Fotografie delle montagne (2009), Iconografie delle montagne (2010), è ora la volta di Diari delle montagne (2011).
Ogni Museo ha il suo doppio – viene ricordato nella presentazione della collana – sono le raccolte che il visitatore non vede, quelle nei depositi o riservate alla consultazione. Anche il Museo Nazionale della Montagna non fa eccezione. Nell’Area Documentazione – sede del Centro Documentazione, della Cineteca Storica e Videoteca, del CISDAE, della Biblioteca Nazionale CAI – è conservato un patrimonio conosciuto a livello mondiale. Quest’opera nasce con lo scopo di presentare al pubblico i pezzi più significativi del Centro Documentazione.
Dopo Film delle montagne (2008), Fotografie delle montagne (2009), Iconografie delle montagne (2010), è ora la volta di Diari delle montagne (2011).
Ogni Museo ha il suo doppio – viene ricordato nella presentazione della collana – sono le raccolte che il visitatore non vede, quelle nei depositi o riservate alla consultazione. Anche il Museo Nazionale della Montagna non fa eccezione. Nell’Area Documentazione – sede del Centro Documentazione, della Cineteca Storica e Videoteca, del CISDAE, della Biblioteca Nazionale CAI – è conservato un patrimonio conosciuto a livello mondiale. Quest’opera nasce con lo scopo di presentare al pubblico i pezzi più significativi del Centro Documentazione.
giovedì 29 settembre 2011
"VIAGGIO IN EGITTO. L'OTTOCENTO RISCOPRE LA TERRA DEI FARAONI"
SAN SECONDO DI PINEROLO (TO) – “L’Egitto è sempre stato una delle mete più ambite e sognate dai viaggiatori di tutti i tempi, sia da quelli antichi, a partire da Erodoto, sia dai moderni turisti. Ma l’Egitto dell’immaginario collettivo, quello delle piramidi, delle mummie e della Sfinge diventa di moda nell’Europa dell’Ottocento”, spiega l’egittologa Silvia Einaudi, curatrice dell’interessante mostra “Viaggio in Egitto. L’Ottocento riscopre la terra dei faraoni”. Organizzata dalla Fondazione Cosso al Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo (TO), la mostra si inaugura sabato 5 ottobre alle ore 10,30 e restera’ aperta fino al 29 gennaio 2012. Attraverso lettere, appunti, libri, stampe, fotografie, giornali di scavo e documenti originali di viaggiatori, studiosi, fotografi ed archeologi che si avventurarono lungo le sponde del Nilo nel corso dell’Ottocento, si vuole portare il visitatore a ripercorrere l’avventuroso viaggio da Alessandria d’Egitto sino alla lontana Nubia. I documenti esposti, provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private, sono in parte inediti e testimoniano lo straordinario interesse che l’Egitto suscitò nel mondo occidentale per tutto l’Ottocento.
Proprio per esprimere il significato che aveva a quel tempo il viaggio in Egitto, il percorso espositivo è diviso in sezioni allestite nelle varie sale del Castello: in apertura l’arrivo in Egitto, ad Alessandria, città in cui dall’Europa si arrivava via mare, per iniziare la visita nella terra dei faraoni. Si prosegue in un’immaginaria risalita lungo il Nilo, avanzando verso il Cairo, le piramidi e la Sfinge, passando poi per l’antica Tebe, oggi Luxor, e l’Alto Egitto, sino ad arrivare in Nubia. La mostra volge al termine con l’omaggio a tre figure italiane protagoniste dell’avventura ottocentesca in Egitto: Luigi Vassalli, milanese, archeologo e conservatore del Museo del Cairo nella seconda metà del XIX secolo, Gaetano Lodi, emiliano, pittore e decoratore tra l’altro dello Scalone di Palazzo Reale di Torino, celebre per i suoi acquarelli e le sue decorazioni su porcellane con motivi egizi e Giuseppe Parvis, ebanista lombardo, restauratore di importanti reperti dell’antico Egitto, famoso per la creazione di mobili ispirati all’antico Egitto, di gran moda fra la nobiltà e la borghesia europea di fine Ottocento.
sabato 24 settembre 2011
CASTAGNOLE (TO) RITORNA LA FESTA DEI FORNI
Domenica 2 ottobre dalle ore 10 "festa dei forni" a Castagnole frazione di Germagnano (TO) in Val di Lanzo. Degustazioni, passeggiate tra le borgate alla riscoperta dei vecchi forni.
Domenica 25 settembre era stato presentato il 115° volume della Collana editoriale della Societa' Storica delle Valli di Lanzo: MARICA BARBARO, con la collaborazione di GIOVANNI BERGAGNA, "Caro Pane. Antichi forni e panificazione per i giorni feriali e per i riti delle feste nelle Valli di Lanzo".
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